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FIRETRIP - Tutto da un angolazione differente e altre amenità

Questo blog non rappresenta proprio nulla; dato che viene aggiornato senza alcuna periodicità, figuriamoci se possa rappresentare una testata giornalistica.

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giovedì 11 febbraio 2010

Predicare bene e razzolare da schifo

Solo di qualche giorno (8 febbraio 2010) fa l’apparente condanna del pontefice verso i preti che si sono macchiati del peccato di pedofilia (nel codice canonico quello della pedofilia non è un reato ma un peccato).

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Peccato che dopo queste “infuocate” parole la realtà dei fatti i dimostri drasticamente differente.

Dopo due anni dalla condanna, in cui i tentativi di da parte della chiesa di evitare lo scandalo sono stati numerosi come ad esempio il riportato di un discorso di monsignor vecchi

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Dicevamo, dopo tutto questo tempo e la condanna per pedofilia da parte di un tribunale ITALIANO la curia ancora i rifiuta di informare gli inquirenti su dove si trovi il prete coinvolto nella vicenda!

martedì 21 luglio 2009

Ricorrenze mancate

Domani 22 luglio è sono passati ottocento da una grande vittoria cattolica sull’eresia; mi sembra strano che un così fulgido e meraviglioso evento non venga celebrato adeguatamente da B16 e dai suoi colleghi con la gonna!

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Nella regione della LINGUADOCA, vivevano tra i cattolici e senza che questo provocasse attrito fra la popolazione i seguaci del catarismo (altrimenti detti albigesi), un religione che predicava l’assoluta non violenza arrivando persino a non uccidere nemmeno gli animali

Cosi il buon Innocenzo III, decise nel 1208 di istituire la CROCIATA CONTRO GLI ALBIGESI, di questa crociata a fulgido esempio della carità che già allora permeava la chiesa ed il papa in particolare, resta famosa quanto accade il 22 luglio del 1209 nella cittadina di Bezier.

Questo ridente villaggio contava una popolazione di circa ventimila persone, di cui circa cinquecento professavano la fede catara, la popolazione si rifiutò da parte dei suoi abitanti, fedeli alla propria autonomia municipale e ai propri princìpi di tolleranza, di consegnare ai crociati i circa cinquecento sospetti di eresia di cui il vescovo Renaud de Montpeyroux aveva provveduto a stilare la lista.

Per questa ragione la città intera venne invasa dalle sante truppe e complementarmente decimata, non si salvò nessuno vennero uccisi “per volere di dio” uomini, donne, bambini ed infanti.

Dal poema “Chanson de la Croisade Albigeoise”

Corsero nella città [le armate dei Cattolici], agitando spade affilate, e fu allora che cominciarono il massacro e lo spaventoso macello. Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce vennero tutti spogliati e depredati e passati a fil di spada. Il terreno era coperto di sangue, cervella, frammenti di carne, tronchi senza arti, braccia e gambe mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue scorreva dappertutto per le strade, nei campi, sulla riva del fiume.

Riportate dal cronista cistercense Cesario di Heisterbach, a spiegazione di tutto quanto, restano le parole dette dal legato pontifico Arnaud Amaury, che non potendo distinguere gli eretici dai cattolici ebbe a pronunciare la frase Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius (Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi)!

Eppure, ripeto, ho controllato ovunque, pure sul sito della Vaticano S.p.A. di questa gioiosa vittoria della chiesa sull’eresia sembra che si siano tutti dimenticati!

venerdì 3 luglio 2009

Pubblicità truffaldina

la società ADISTA (agenzia di stampa con sede a Roma nata nell'ottobre del 1967 come voce del mondo cattolico di sinistra) da notizia che per la pubblicità del famigerato 8x1000 la chiesa catttolica ha speso la miserrima cifra di 20 milioni di EURO (Mica bruscolini)!

Penso che tutti abbiate in mente queste pubblicità, dove si vedonopreti sorridenti, in mezzo a gente con grande bisogno di aiuto, e l’invito a dargli i VOSTRI soldi.

Devo ammettere che già di mio guardo poco la tele, poi quando inizia la pubblicità di solito giro o faccio il classico zapping furioso, quindi può darsi che me ne sia perso qualcuno, non ho mai visto infatti  in questi post questi garruli elementi:

 

Padre Wenceslas Munyeshyaka

Per il BLOG 1 Ottimo prete di etnia Hutu, che in ossequio ala carità cristiana ha consegnato alla milizie centinaia di Tutsi, durante il tragico genocidio del 1994;  malgrado queste pie opere un perfido giudice (sicuramente un perfido anticlericale) lo ha condannato all’ergastolo.

 

Padre Athanase Seromba

Per il BLOG 2Quest’altro viso, pacifico e sereno, anche lui un buon pastore accusato (ingiustamente) di genocidio, crimini contro l’umanità, sterminio. Per cosa poi, per nulla, per poco più di uno scherzo  ossia aveva  attirato almeno 2000 tutsi nella sua cattedrale con il pretesto che li avrebbe salvati dai massacri organizzati dalle bande omicide hutu. Poi, mentre loro pregavano, ha chiuso a chiave le porte della chiesa, ha ordinato all’autista di un bulldozer di abbattere l’edificio mentre gli assassini sparavano e lanciavano granate dalle finestre.

 

Suor Maria Kisito Mukabutera e Suor Gertrude Consolata Mukangango

Per il BLOG Due suore, nulla di più bello e più puro di due donne che decidono di donare la propria vita a cristo e al prossimo ed a portare a tutti il suo insegnamento, come fecero con i 7000 (non è un errore intendevo proprio settemila) Tutsi che chiusero nel convento e a cui poi diedero fuoco. Anche qui sirte avversa sulla loro strada hanno trovato che non ha voluto che proseguissero in così tanto amorevoli gesti.

Insomma io questi negli spot dell’8x1000 non li ho mai visti, eppure mi sembra che abbiano fatto tanto per portare alto il dono di amore che rappresenterebbe il cristo! Secondo me l’agenzia di marketing vaticana dovrebbe rivedere qualcosina!

domenica 28 giugno 2009

Una lapide per fra Dolcino

Per il BLOG



A fra DOLCINO
qui in Vercelli
dalla tirannide sacerdotale
attanagliato ed arso
il 1 giugno MCCCVII
per aver predicato
la pace e l’amore tra gli uomini
oggi che l’antica speranza
rivivente nei secoli
sta con la nuova era
per diventare realtà
1 giugno MCMVII

Un gruppo di cittadini vercellesi ha iniziato una raccolta di firme online perché venga esposta la lapide che commemora la figura di Fra Dolcino, amorevolmente arso sul rogo il 1 giugno 1307 dalla chiesa cattolica.

Riporto il testo della petizione e se desiderata questo è il LINK per poter apporre il vostro contributo.

Nel 1907 il movimento operaio vercellese dedicò una lapide a Fra Dolcino e volle collocata nella propria casa del popolo. Gli operai valsesiani, biellesi e vercellesi riconoscevano in Dolcino il simbolo di una rivolta le cui ragioni erano idealmente anche le loro.
La lapide a Dolcino, rimossa dai fascisti, fu ritrovata nel 1987 e portata al Museo Civico Leone. Da allora iniziò una lunga battaglia perché la lapide venisse ricollocata in un luogo pubblico.
Nel marzo dell’anno 2000 sembrava fosse giunto il momento quando la Giunta di centro sinistra, guidata dal Sindaco Bagnasco, autorizzò la sistemazione della lapide lungo lo scalone di ingresso del Municipio di Vercelli. Poco prima della fine dei lavori, però, la stessa Giunta decise di posare la lapide in un luogo assai più defilato rispetto alla posizione che tale simbolo meritava e che, ancora oggi, merita.
La Curia vercellese negò di aver esercitato pressioni, ma non nasconde la propria soddisfazione, come dichiarò monsignor Versaldi, per “l’interessamento” alla questione di alcuni consiglieri cattolici che sostenevano la giunta comunale vercellese.
Ancora oggi la scelta di “aver colto il dispiacere espresso da persone degne di essere ascoltare”, suona ancora come un’offesa al valore della laicità dello Stato, alle lotte dei lavoratori ed alla cultura del rispetto e della conoscenza. Infatti, proprio l’impegno di Fra Dolcino a rendere liberi gli uomini di vivere liberamente nel rispetto di Dio e dei propri simili (filosofia comune a gran parte dei movimenti pauperistici medioevali), getta le basi per la nascita della società moderna come oggi la conosciamo. Una società laica, garante dei diritti e della libertà di ognuno, che ha tra i suoi valori il rispetto della democrazia, l’affermazione del principio di uguaglianza di tutti gli uomini di fronte alla legge ed alla società stessa e il perseguimento della solidarietà sociale.
Riteniamo, quindi, assolutamente antistorica ed ingiusta la scelta di non esporre la lapide di Fra Dolcino all’interno del Palazzo municipale, in un luogo accessibile e frequentato dai cittadini.
I firmatari di questo appello chiedono:
1. che l’Amministrazione comunale rispetti la volontà dei tanti Vercellesi, degli intellettuali e molti cittadini italiani, che ottennero nell’anno 2000 di collocare la lapide lungo lo scalone del Municipio.
2. che la Giunta ed il Consiglio comunale di Vercelli deliberino lo spostamento della lapide di Fra Dolcino dalla sede di Santa Chiara all’interno del Municipio di Vercelli lungo lo scalone di ingresso, in una posizione che ne assicuri una grande visibilità ai cittadini.

mercoledì 13 maggio 2009

Gli autobus indecenti

In data odierna sul CORRIERE DELLA SERA la notizia dell’ennesimo sacerdote denunciato per tentata violenza, in particolare l’uomo (?) avrebbe bloccato una ragazza contro un finestrino e slacciandosi i pantaloni avrebbe cercato di consumare un rapporto, fortunatamente la ragazza è riuscita a liberarsi e lo ha denunciato, anche se l’animale era in borghese, ormai si fanno furbi sanno che il sottanone li identifica, sono riusciti ad identificarlo.

Da salvare

Evidentemente per qualcuno l’unica cosa indecente da farsi sugli autobus è solo la pubblicità atea mentre il resto va tutto bene, soprattutto soddisfare i propri bassi istinti!